Lettera aperta al Ministro dei Beni
Culturali d’Italia.
(Testo: Maria Di Paola Blum)
Egregio Signor Ministro
Che al momento in cui scrivo, forse non é nemmeno
ancora stato designato. Lo chiarisco subito per esimerlo di colpa
alcuna ed invitarlo a riflettere sulla paradossale situazione che
si é venuta a creare qui in Guadalajara. In questa ridente
cittá si svolgerá il prossimo 26 novembre la XXII Fiera
Internazionale del libro, la piú importante in tutto il continente
di America Latina. Lo scorso mese di dicembre in chiusura di codesto
evento c’é stato il fatidico passaggio della staffetta
da parte della Colombia paese giá invitato, all’Italia
paese che ne prenderá il posto nell’edizione 2008. Rappresentanti
del governo e delle istituzioni italiane sono venuti a Guadalajara
hanno visitato tutti i musei e spazi culturali disponibili per le
esposizioni che faranno da dignitoso corollario alla presenza degli
editori italiani. Ricordarne i nomi non ha senzo perché probabilmente
molti di loro saranno sostituiti dal nuovo governo.
Fin qui nulla da eccepire il nostro Paese “pare” che abbia
lavorato bene, mi permetta le virgolette alla parola: “pare”
perché qui nasce il paradosso. Ovviamente la piccola comunitá
di artisti italiani che risiede in Messico e che é giá
stata protagonista di altri eventi al Centro Culturale Italiano di
Cittá del Messico ed al Museo Diego Rivera Anahuacalli giusto
per citarle i due piú importanti che hanno visto tra l’altro
la nascita di un piccolo catalogo, si sono messi in moto per essere
presenti con una esposizione anche in questa occasione, esposizione
eclettica con dipinti, fotografia, sculture in marmo e materiali alternativi
etc.etc. Gli spazi artistici a Guadalajara peró sono stati
negati tutti in coincidenza della Fiera, ci viene comunicato dal comites,
perché gli ordini su chi puó o non puó esporre
si attendono da Roma. Siamo tutti senza padrino caro Ministro e noi
italiani del Messico, di che razza siamo? La crisi d’identitá
sorge spontanea. Se non si é espressione culturale dalle radici
profonde quale é la millenaria cultura che ci contraddistingue
dai tempi dell’impero Romano ed ancor prima degli etruschi e
se mi metto a scavare saltano fuori, arabi e fenici, perché
la sottoscritta viene dal profondo Sud. Immagini lei come ci si possa
sentire. Questa Fiera del Libro puó trasformarsi in una fatale
buccia di banana detto in parole semplici o peggio ancora in un cavallo
di Troia.
Caro Ministro noi italiani residenti al Messico abbiamo forse perso
il diritto ad essere rappresentati? Non sarebbe piú giusto
introdurre il Comites che giá ci ha organizzato in passato
tra le voci da prendere in considerazione nei vostri piani di lavoro?
Sennó si creano due Italie, quella vera che si é giá
accaparrata gli spazi a scatola chiusa. E quella degli emigrati, esclusi
dal principio che vi siete giá scordata che esiste, tanto le
elezioni sono giá avvenute. Non ci deluda caro ministro la
sua poltrona é grande e ci puó agevolmente rappresentare
tutti con decoro e dignitá, senzo del paese, scrupolo della
nazione e desiderio del popolo anelante.
Con i sensi della mia piú profonda stima per l’oneroso
ruolo che ricopre in attesa di riscoprirne il sacro volto e immaginando
la fila fuori dal suo ufficio. Sorge l’obbligo di ricordarLe
da buona italiana che vive all’estero che siamo italiani tutti
anche se in Italia ci veniamo sempre meno perché non ce lo
possiamo piú permettere. Il nostro Paese é diventato
un bel lusso, grazie e per colpa di tutti, nessuno escluso.