FRATELLI D’ITALIA, GUADALAJARA É QUI.
(Testo di Maria Di Paola Blum)
Publicato sul N. 300 – 41 febbraio 2007 Italia NOTIBREVE 2007
Recentemente in Guadalajara si sono recati dei sovrintendenti
responsabili del Goethe Institute, venuti apposta dalla Germania.
Sorpresa delle sorprese, dopo aver ispettorato minuziosamente l’edificio
ne hanno decretato la chiusura. Ed hanno invitato i responsabili della
gestione a cercare un altra struttura con spazi piú ampi e
piú verde intorno. Con sala di proiezione cinematografica piú
grande, con bar caffetería all’avanguardia, con aule
piú lumisose e mobili piú lineari e moderni, luci alogene
e megalibreria, sala per conferenze come Dio comanda e dulcis in fundo
galleria espositiva per far conoscere l’arte e gli artisti tedeschi.
Il tutto per affermare alla grande l’immagine della Germania
e la cultura di questo laborioso Paese, nonché l’uso
della lingua tedesca.
Ora per chi non lo sapesse o non é mai stato in questo meraviglioso
edificio: il Goethe Institute era tra le strutture culturali straniere
operanti sul territorio di Guadalajara tra le migliori oltre che tra
le piú invidiate. Quando si parlava di loro, la frase ricorrente
era : “Eh ma loro c’hanno piú soldi! Mica come
noi che stiamo sempre ad elemosinare appoggi dalla Madre Patria!”.
Evidentemente la politica di innovazione e le strategie di affermazione
culturale ha portato questo Paese europeo che ha fatto i conti con
il multiculturalismo 50 anni prima di noi italiani, a vedere un pó
oltre il laccio delle proprie scarpe. Chiedere di chiudere per riaprire
alla grande con rinnovate energie, innanzitutto é un onore
per il Méssico: investire sulla culturizzazione della gioventú
messicana (che qui abbonda, non é come da noi che stiamo a
natalitá zero!) vuol dire innanzitutto credere nelle potenzialitá
di questo Paese: il Méssico. Purtroppo da noi in Italia si
é ancora convinti che é un Paese del terzo mondo poi
quando arrivano a Guadalajara e si perdono dentro Plaza del Sol, ammettono
che da noi non c’é niente di simile e si consolano dicendo
: “Ma noi abbiamo la galleria a Milano! Il Duomo e la Madonnina”
Sarebbe ora di ricordargli che quando da noi c’erano i Barbari
qui costruivano piramidi maya! Il confronto della Casa de Italia e
il Goethe Institute poi é semplicemente improponibile. Basti
ricordare che quando l’ambasciatore Felice Scauso é arrivato
qui ed ha visitato la nostra struttura ha detto: “Che bella
Casa che avete!” Al contrario i giovani messicani che vengono
a studiare l’italiano non usano mezzi termini per dire : “Ma
com’é che siete un pó scarsini?” Allora
per chi non lo sapesse alla Casa de Italia si utilizza pure il sottoscala
per le recite di fine anno e se si organizza una esposizione d’arte
i quadri condividono lo spazio delle pareti democráticamente
con i fili elettrici e i tubi di plastica color bianco avorio, a vista
per la serie : “design italiano per il terzo mondo!” La
pregiata sede di Piazza Firenze a Roma ha la bontá di mandare
libri e documenti, tipo gli esami PLIDA, per corrispondenza normale,
invitando a non far svolgere gli esami in data differente da quella
da loro suggerita : 18 novembre, intanto li ringraziamo per avere
schivato seppur di un pelo il catastrofico numero 17, ma si fa osservare
che la preziosa documentazione é giunta in sede il 2 dicembre.
Bisogna inoltre considerare che gli studenti messicani hanno pagato
70 euro per fare questo esame che in uno dei sette Paesi piú
industrializzati del mondo quale l’Italia é, la cifra
é da considerarsi irrisoria non in Méssico dove il salario
minimo é di meno di un dollaro per ora, in altre parole 70
euro sono la bellezza di 100 dollari per essere persino beffati al
momento di farli perché sono arrivati in ritardo. Non c’é
molta serietá in questo. Ovvio che da Guadalajara si é
rimasti in piedi fino alle tre del mattino per telefonare a Roma alle
ore 10.00 e chiedere che fare. Purtroppo in Piazza Firenze a Roma
non c’é mai un Cristo presente e responsabile a dare
lumi. A questo punto la domanda sorge spontanea: “Quale potente
sindacato ha piazzato impiegati invisibili per il bene degli italiani
all’estero e di chi nonostante tutto dell’Italia é
ancora innamorato piú di un pó?” Fratelli d’Italia,
Guadalajara é qui. Ad un ora di volo da Cittá del Méssico
ed a dodici da Roma. Esiste persino l’internet! Pancho Villa
é morto, Marcos sta bene ed il nuevo presidente eletto pure,
presto verrá a trovarVi in Europa. Indosserá scarpe
di cuoio e lascerá il cavallo a casa.