Il Codice Da Vinci ovvero la vendetta é servita!
( texto di Maria Di Paola Blum pubblicato su Italia NOTIBREVE N, 300-40
Dicembre 2006)
La nostra modernitá cibernetica ci ha abituati
ad user name e pass word, tutti e due codici atti a farci entrare
nei mondi nascosti ai piú. D’altro canto siamo figli
del secolo che ha visto le religioni voltare pagina. Dallo scrupolo
intransigente all’intolleranza piú spicciola fino ad
arrivare al piú appassionato liberalismo. Dalla sorveglianza
dei mille occhi di preti e suore, vescovi e prelati di vario peso
e influenza, al “laissez faire, laissez passé”
per mancanza d’occhi (giá non ci sono tanti preti e suore
in circolazione). Dall’intimidazione sofferta dai fedeli, sotto
i tanti pulpiti da dove sciorinavano tante veritá quanti predicatori
le proclamavano, alla confusione risultante dalla mancanza d’onesti
e motivati predicatori. Abbiamo perso la chiave. Non sappiamo piú
qual’é il il codice per campare in questo mondo, tanto
meno per avventurarci a quell’altro mondo dell’aldilá.
In questo deserto dove la sete d’orientamento si é impadronita
della volontá dei tanti viaggiatori, appare Dan Brown con un
codice: il Codice da Vinci, la chiave per tanti secoli nascosta dai
Templari. Secondo lui, illuminato scrittore, ció fa capire
Dio o almeno quel pó di Dio che si é fatto uomo.
Onestamente parlando, Dan Brown inizia il suo libro dicendo chiaro
e tondo che lui s’é inventato tutto e si tratta di un
racconto-fiction, in poche parole che non é vero! Ma noi vogliamo
un codice e lo vogliamo vero. Cosí lui o qualche scaltro editore
visto il successo di vendite registrato, pensa bene di stralciare
dalle successive edizioni codesta sana e onesta avvertenza. Trasformando
di fatto una grande balla in una grande e meravigliosa “realtá
mediatica”.
Adesso é vero! Il Dio – uomo giá é piú
uomo, troppo umano, come lo voleva Nietzch, tanto umano che si é
sposato la bella Maria Maddalena e che da loro ne abbiamo divina discendenza,
altro che magia!
Questo fantastico codice trasforma il calice usato da Cristo nell’ultima
cena e fino adesso conosciuto come il Santo Grail in una donna, nella
moglie di Dio o almeno quel pó di Dio che si é fatto
uomo, nella fattispecie: “uno straccio d’uomo”.
Francamente parlando: troppa luce é esplosa nel piú
denso buio. Un grosso abbaglio che ci fa strizzare le pupille degli
occhi e alla fine ci fa vedere meno. Lo scombussolamento é
tale che il nostro grande Dio che ha guidato Mosé attraverso
il deserto dall’Egitto alla Palestina, qui ed ora si é
perduto nel deserto della tragica confusione e comica ignoranza. Quel
Dio preciso che faceva lapidare a morte gli infedeli, si é
lasciato andare ed é diventato padre biologico di alcuni dei
suoi fratelli. Non bisogna piú guardare in alto nel cielo a
cercare Dio perché Dio é stato sbattuto in giú,
forse troppo giú. Ma dove? Serve un codice. Cosí dopo
avere attraversato la storia dei Templari del Priorato di Sion e dopo
averci fatto visitare tante chiese vuote e polverose, ville e banche
in Francia, Svizzera e Inghilterra, tirate a lustro, dopo aver aperto
il “criptex” e dopo avere ridicolizzato l’Opus Dei
(che qui pare proprio un opus-night, scritto con la minuscola per
non aggravare il problema!) Dan Brown ci fa notare che nell’ultima
cena dipinta da Leonardo Da Vinci , le tracce confermano che il calice
non é un bicchiere ma una donna e che lei si é seduta
accanto a Cristo, suo marito. Morto lo sposo, la divina moglie protegge
il figlio, scappando in Francia dove la leggenda si incrocia con i
Merovingi, fra cantonate storiche, intelligibili solo dai fini cultori
della storia, fino ad arrivare alla figlia del custode del mistero
che come mostra il film quando prende atto d’essere divina preferisce
tramutare l’acqua in vino piuttosto che camminare sulle acque.
La figlia del Figlio di Dio. Se é cosí “Dio é
morto” perché troppo banale, troppo umano e troppo ridicolo.
Bé forse non tanto. Per molti assetati di Dio, despiritualizzati
dalla vita moderna é stato un pó come bere un rinfresco
imbottigliato invece di un sano bicchiere d’acqua fresca.
Fimo ad oggi si sono vendute piú copie di di questo libro che
della Bibbia. Veramente eravamo assetati di veritá ed abbiamo
comprato un’autentica bugia per veritá.
Adesso bisogna solo sperare di vedere i preti tornare a predicare
senza chiedere soldi ad ogni predica e concentrandosi un pó
sul tema: il grande Tema di questo inizio di secolo, ci diranno dov’é
Dio o a trovarne traccia intorno a noi e dentro di noi.
Ci daranno ancora una volta il vero codice o resteremo con il Codice
da Vinci e tanti altri codici che verranno in fila come le versioni
aggiornate dei software.
Concludendo un pó malignamente confesso che questo codice mi
pare proprio la vendetta editoriale di chi anni addietro soffrí
nel leggere le ridicolizzazioni di Maometto ad opera di un altro illuminato
scrittore che colpí lo zelo di milioni di musulmani: Salman
Rsdhie. Ora é toccato a noi cattolici leccarci le ferite. I
saggi di una volta dicevano che la vendetta é un piatto di
minestra che si serve freddo: questo é arrivato gelato!