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CURRICULUM |
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MARIA
DI PAOLA BLUM |
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Promuovere il prodotto italiano attraverso la cultura.
Sin dai tempi degli schiavi produrre a basso costo
é stato una prassi, Ieri come oggi. Attualmente é la
manodopera cinese e indiana ad offrire prodotti che lasciano maggior
margine di guadagno seguono il Brasile ,Taiwan, la Tainlandia etc.
Per emergere ancora una volta e portare a casa risultati positivi,
bisogna avere ingegno, estro e creativitá, ben lo sanno gli
italiani che hanno sfondato nel mercato americano con “la scarpa
che respira” con i micropori nella suola! Ci si affida sempre
di piú specialmente nel campo della moda al tessuto speciale
alla lavorazione ingenosa della pelle, visto che il mondo é
pieno di sartine pronte a copiare per pochi spiccioli, qualsiasi modello,
ancora una volta insomma il prodotto italiano si afferma attraverso
la qualitá e l’originalitá ma c’é
un fattore nuovo che prima non si prendeva tanto in considerazione,
e che negli ultimi trent’anni ha fatto la differenza, la promozione
culturale del prodotto attraverso, il cinema, il teatro, la musica,
la letteratura,la pittura, la fotografia, lo sport e la televisione,
insomma l’Arte di tutte queste cose fatte bene, quindi la pubblicitá.
In questo campo l’impegno italiano, muore, scompare si perde
tra i rivoli della burocrazia, l’ignoranza, incosciente delle
grandi occasioni perdute. C’é una specie di pudore istituzionalizzato
che fa si che il governo si muove , se ci sono italiani sul territorio
da andare a trovare sennó non lo fa, con questo principio gli
americani starebbero ancora a bruciare le tende dei pellirossa! La
promozione culturale della lingua italiana e del patrimonio che porta
appresso, deve prescindere dal principio che se ci sono italiani si
fa sennó no, per il semplice motivo che promuovere la cultura
italiana all’estero trascina con sé il consumo dei prodotti
italiani tutti: cultura del mangiare, del bere , del vestire, Se l’America
aspettava di trovare gli americani in Cina o in Russia non avrebbe
mai aperto nemmeno un fast-food: la penetrazione dei mercati avviene
attraverso la promozione culturale ma questo il nostro Paese non lo
ha ancora capito, basti vedere i passetti da formica che fa per portare
all’estero, spettacoli teatrali, film, fiction televise, libri,
esposizioni d’arte, c’é rimasto il festival di
Sanremo a promuovere la canzone italiana nel mondo, ma é poco,
troppo poco per un Paese che sta tra i sette paesi piú industrializzati
del mondo con i salari piú bassi d’Europa, un professore
universitario guadagna di piú, persino in Portogallo e questo
é francamente inaccettabile. In America un professore titolare
di cattedra guadagna centomila dollari all’anno, un professore
d’inglese che corrisponde al nostro d’italiano in una
scuola media porta a casa duemila dollari al mese! Non si capisce
perché si ha tanta paura di alzare i salari quando l’effetto
dell’euro forte fino adesso ha prodotto che per vendere i vini
in America bisogna abbassargli il prezzo, tanto vale svalutare l’euro
ed aumentare le esportazioni tutte perché cosí si apre
la strada ai mercati orientali. Mentre tutto il mondo protestava contro
le iniziative di Bush per contrarrestare il terrorismo ed altri Paesi
tipo noi correvamo ad organizzare tra mille contrasti interni,operazioni
di pace, la Cina che di soldati ne avrebbe da vendere vista la superpolazione
che ha invece ha colto la palla al balzo e tramite il suo astuto ministro
ha ottenuto l’iscrizione nel registro del commercio mondiale
Amen... e noi stiamo ancora a pensare di proporci dove giá
stiamo, é roba vecchia. Oggi sopravvive bene chi colonizza
commercialmente parlando e invade il mercato senza pudore e senza
pietá, con determinazione, se il nostro costo di manodopera
non é competitivo, puntiamo su altro invece di affamare il
popolo con salari da disgraziati. É di questi giorni la notizia
che nelle camere di commercio italiane c’é il boom degli
imprenditori provenienti da Paesi extracomunitari, boom di vendite
di case agli stranieri e gli operai italiani in cassa integrazione
implorano il Presidente Ciampi di fare qualcosa, perché con
720 euro al mese non si puó tirare avanti una famiglia, bé
sono l’equivalente di ottomila pesos messicani e persino in
Messico sarebbe dura mantenerci una famiglia intera.
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