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CURRICULUM |
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MARIA
DI PAOLA BLUM |
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articolo pubblicato sul NOTIBREVE N. 330-30 Maggio
2004 ETICA, MORALE E BENESSERE Etica, morale e benessere sono il tema di una commedia
teatrale in tournée in questa stagione nel nostro Paese, dello
scrittore italiano Franco Brusati che giá 44 anni fa si poneva
il problema di chi, in nome degli agi materiali, l’affermazione
sociale, il benessere , buttava all’aria principi morali ed
etici che erano stati il percorso di una vita di piú di una
generazione integra e laboriosa che li aveva preceduti. Oggi le riflessioni
sullo stesso argomento scritte dal Dalai Lama fanno il giro del mondo
raccogliendo consensi, ovazioni e proseliti in ogni angolo della terra.
Commedie di questo spessore dovrebbero varcare i confini della nostra
amata patria perché l’affermazione culturale di un Paese
passa anche attraverso queste cose: l‘arte, il teatro, la musica,
la pittura, la letteratura, lo sport e tutte le nuove forme di comunicazione
sociale quali il cinema, la fotografia, l’arte digitale,il design,
non che l’Italia abbia bisogno di tournée teatrali per
affermarsi culturalmente, al contrario tutto ció che é
italiano, oggi in America é ritenuta “cool” e va
di moda, non solo la scarpa che respira! Questo é un fatto.
Ma proprio per questi nuovi spazi che prima erano riservati soltanto
al campo della moda e della gastronomia che il nostro Paese deve fare
di piú in campo culturale. In questa direzione l’impegno
italiano fa sorridere sia i francesi che spendono molto di piú
per le loro “Alliance francaise” sparse in tutto il mondo,
sia i tedeschi dei vari “Goethe Institute” anch’essi
debitamente sparsi sul territorio internazionale. C’é
una specie di pudore istituzionalizzato che fa si che il governo si
muove se ci sono italiani sul territorio, incosciente delle grandi
occasioni perdute. Con questo principio, gli americani starebbero
ancora a bruciare le tende dei pellirossa! La promozione della lingua
italiana e del patrimonio che si porta dietro deve prescindere dal
principio che se ci sono italiani,si fa, sennó non ci si muove:
In Texas, a Houston il giornale degli italiani é scritto in
inglese, questo la dice lunga sull’assenza di interventi adeguati
sul territorio a promuovere la nostra lingua. Se l’America aspettava
di trovare americani in Cina o in Russia mai sarebbe sbarcata con
i suoi “fast-food”. Il nostro Paese fa passetti da formica
per portare all’estero spettacoli teatrali, film, fiction televisive,esposizioni
d’arte contemporanea, libri, l’Italia é regolarmente
assente nelle fiere internazionali del libro. Il Messico é
il terzo partner commerciale degli Stati Uniti, persino l’olio
d’oliva piú distribuito qui, é spagnolo, molti
alimenti di origine italiana quali formaggi, o il semplice espresso
arriva prodotto e confezionato dagli Stati Uniti o dal Canada, roba
da esporre in un museo di arte plastica! da noi c’é rimasto
solo il festival di Sanremo a promuovere la canzone italiana nel mondo,
ma é poco, troppo poco per un Paese che sta tra i sette paesi
piú industrializzati nel mondo e non dovrebbe smettere mai
di trovare nuovi sbocchi commerciali. Promuovere la cultura italiana,
significa innanzitutto difenderla dalle imitazioni da quelle alimentari
dove per la veritá in sede europea il nostro ministro Gianni
Alemanno lotta come un Don Chisciotte contro i mulini a vento! In
altre parole le grandi multinazionali che solo del parmigiano sfornano
36 brutte copie nel mondo! Bisognerebbe dargli un premio:i peggiori
dell’anno, tipo l’asiago di plastica, la fontina moplen,
la pizza permaflex, per far conoscere realmente il prodotto italiano
di qualitá.
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