CURRICULUM
 
 
MARIA DI PAOLA BLUM
 
   

 

articolo pubblicato su ITALIA NOTIBREVE N.300-32 Dicembre 2004
(di Maria Di Paola Blum)

ETICA DELLA VITA : CHI HA FREGATO IL POSTO A DIO?

Recentemente in Olanda é stata approvata la legge sull’eutanasia anche sui bambini se il dolore é troppo forte. La notizia di per sé drammatica é una denuncia in realtá sul fallimento della medicina ufficiale.
Eh, si che sprovveduto il nostro Dio Padre Onnipotente, si é dimenticato di brevettare la vita e gli Olandesi popolo di navigatori e scopritori dopo aver colonizzato qua e lá qualche pezzetto di paradiso terrestre senza finire all’inferno, perché Dio gli aveva concesso un dito, hanno finito col fregarsi tutta la mano, eh, si perché questa storia agghiacciante di approvare la legge sull’eutanasia anche sui bambini é proprio una bestialitá. Allora cominciamo a mettere a fuoco il problema la medicina moderna si accanisce sulla malattia cercando in tutti modi di sconfiggerla con farmaci sempre piú potenti alla fine il corpo stremato da tanti attacchi con reazioni secondarie grida la sua inconformitá e sfocia il dolore piú grande, il piú insopportabile, la malattia progredisce ed il piú potente degli antibiotici si rivela inefficace a questo punto é stato deciso: meglio uccidere il paziente. Questa legge sull’eutanasia sui bambini in realtá non é altro che la palese affermazione sul fallimento della medicina ufficiale. In futuro chi saprá mettersi in discussione ed intraprendere nuovi percorsi vincerá la battaglia al dolore. Sull’esempio di ció che ha fatto 40 anni fa il professor Umberto Veronesi quando giovane laureato in medicina decise di imboccare la strada del tutto nuova di curare i malati di cancro che all’epoca venivano relegati in lazzaretti aspettando la morte. L’amore per la vita e la passione per il suo lavoro gli hanno dato ragione, oggi gli Stati Uniti d’America guardano con interesse e ammirazione questo professore che senza avere alle spalle le grandi multinazionali che avrebbe potuto avere in America ha portato a casa una trionfale vittoria su un problema che affligge l’umanitá intera. Da un lato il professor Veronesi che con coraggio valore e caparbietá ha fatto della sua vita un retto ed é un orgoglio per tutti gli italiani del mondo che tutto ció sia accaduto nel nostro Paese. Dall’altra parte citeremo un articolo apparso nel “The Boston Globe” del 6 settembre 1997 dove appare una dichiarazione del senatore democristiano Edward M. Kennedy che specificava che l’Ufficio Generale della Contabilitá aveva identificato piú di 125 ingredienti utilizzati in prodotti per la cura personale del corpo che possono causare cancro e difetti sui nascituri. Ma certo il senatore Kennedy fa piú notizia quando si volta a guardare un paio di belle coscie che quando attacca le grandi aziende chimiche mondialmente affermate, ma il senatore é un gentiluomo, paga il prezzo e tira a campare se puó ci beve pure su. Il problema peró esiste non solo in America ma in tutto il mondo. E’ vergognoso che la poderosa industria chimica continui imponendo sul mercato prodotti con rischi cancerogeni senza avvertire il consumatore, ci sono voluti 100 anni per attaccare l’industria del tabacco ed obbligarla a stampare nero su bianco il fumo puó causare cancro. E’ totalmente inaccettabile che le agenzie governative in tutto il mondo seguano negando il diritto fondamentale al cittadino di essere informato sui rischi di cancro che i prodotti di consumo giornaliero portano con sé. E’ incredibile che le organizzazioni caritative governative e private di lotta contro il cancro in tutto il mondo restino zitte e non informino i consumatori, né le autoritá sanitarie circa l’evidenza scientifica che esiste sui prodotti cancerogeni che potrebbero e dovrebbero evitare nella gestione della propria vita domestica. Sono stati inventariati circa 105 mila prodotti chimici in uso ogni giorno nel mondo e si trovano.: nelle vernici, nei solventi, nei cosmetici, nei deodoranti, negli shampoo, nelle creme solari, nei prodotti per la pulizia, nei pesticidi etc. etc.. Solamente 31 dei 2465 prodotti chimici di maggior uso piú di 1.000 tonnellate all’anno sono state investigate a fondo dagli specialisti di tossicologia. In quanto al resto circa il 98% dei prodotti di maggior consumo non si sa nulla. Si sospetta che queste sostanze chimiche cosparse quotidianamente in abbondanza sotto forma di svariati prodotti per l’uso dell’igiene personale abbiano molto a che fare con l’aumento costante di cancro infantile nel mondo, nell’apparizione di malformazioni sessuali sui bambini appena nati, nella riduzione alla metá del numero di spermatozoi negli ultimi 50 anni ( 2% meno ogni anno nei paesi industrializzati). Si sospetta che 27 mila sostanze chimiche ( piú di un quarto di tutti i chimici esistenti) sono dannosi per la salute umana. Alcuni governi e tra questi la Comunitá Economica Europea, hanno cominciato ad evocare la possibilitá di studiare gli effetti di queste sostanze, peró i progetti giacciono nella polvere dei cassetti dovuto all’influenza ed al peso economico dell’industria chimica che impiega e da lavoro ogni giorno a milioni di persone nel mondo.

 

   
 

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