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CURRICULUM |
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MARIA
DI PAOLA BLUM |
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Gli anziani in Italia, una risorsa da considerare.
Negli ultimi tempi purtroppo, gli anziani in Italia,
sono balzati agli onori della cronaca, per motivi ben tristi: in un
remoto paesino alle porte di Roma, si racconta la penosa condizione
di essi chiusi, legati e storditi dai farmaci in una casa di riposo,
la cui retta mensile da pagare, per gli ignari parenti, ammonta a
mille euro al mese. L’altro episodio invece li vede vittime
di una infermiera psicolabile, in cerca di notorietá, tutti
deceduti nello stesso ospedale, nel nord Italia, con lo stesso tragico
rituale di una iniezione fatale. Troppo spesso per non richiamare
l’attenzione dei superiori e scoprire la tragica veritá.
Veritá che purtroppo non é venuta alla luce subito perché
protetta dalla legge sulla privacy. Ma, se questa legge ha permesso
ad una “matta tranquilla” di ammazzare tanta gente innocente,
solo per avere un attimo di celebritá, come ha lei stessa ammesso,
forse chi lavora a stretto contatto con il pubblico e ne ha in qualche
modo, in mano la vita, non dovrebbe avere simile legge a proteggerla
... Episodi di questo genere purtroppo non sono nuovi e si ripropongono
ahimé frequentemente. Anziani vittime a volte degli stessi
figli, della burocrazia che li ammazza anzitempo etc. etc. Eppure
una volta, i nonni erano importanti. Si prendevano cura dei nipotini
e trasmettevano loro quel che sapevano con amore e generositá.
Dalle nonne si apprendeva a cucinare, (perché gli uomini ,
insegnavano, bisognava prenderli anche per la gola,) a ricamare, a
lavorare a maglia e all’uncinetto, a fare il bucato, a smacchiare
la biancheria ed a stirare persino con l‘amido i colletti delle
camice di papá. I nonni portavano i nipoti a caccia di funghi
e di pernici, pulivano la canna del fucile con la coca cola, perché
sgrassa ...(perlomeno in Sicilia). Poi é scoppiato il benessere
ed invece di continuare a far parte della famiglia, si é preferito
metterli in case per anziani piú o meno costose. Si é
andato perdendo il gusto di vivere insieme, il valore del nonno e
dell’anziano. Il rispetto per essi. si é sgretolato pian
piano. Si sono trasformati all’improvviso, in un peso. In Italia
c’é la festa della mamma a maggio e quella del papá
a marzo. Non esiste un solo giorno all’anno, dedicato all’anziano
o al nonno che dir si voglia. Un giorno in cui le scuole prendono
i ragazzi e li portano a visitare una casa per anziani, a convivere
mezza giornata con loro. A scambiarsi idee, opinioni ed esperienze.
O a dare semplicemente una mano, come un semplice e dovuto esercizio
civico. O assegnare un tema da svolgere, proprio per riflettere sul
nonno che é sparito da casa. Una ricerca da fare, sulla condizione
dell’anziano, nel proprio quartiere o perché no, nel
proprio palazzo. Investigare sui servizi che ci sono o non ci sono,
nel proprio rione per i “Signori della terza etá“.
O andargli a chiedere una volta l’anno che gli piacerebbe fare
e cercare di farlo insieme. Insomma ricucire quello strappo sociale
che vede gli anziani ignorati da un lato ed il resto della societá
correre verso il benessere delle cose anzicché delle persone.
Fa parte del proprio bagaglio culturale occuparsi di chi fino a ieri
ha lavorato e prodotto per il Paese. ’E triste scoprire che
in Europa si muore in media dai 3 ai 5 anni, dopo essere andati in
pensione. Si é allungata l’etá media della vita,
grazie alle scoperte scientifiche. Ma proprio per essersi dimenticati
di essere “UOMINI” con tutti gli annessi e connessi che
il temine implica: é peggiorata la qualitá della vita
stessa. Sarebbe utile riflettere su questo punto. Gli anziani in Italia
sono destinati a crescere. Il Paese tuttavia non offre quelle strutture
che per esempio é normale incontrare in Florida, dove ristoranti
riservati alla terza etá offrono pasti al buffet con soli 5
dollari e con una varietá di piatti impressionanti, i cinema
offrono proiezioni alle dieci del mattino a metá prezzo. Cosí
pure, vari altri tipi di servizi e di intrattenimento. Dalla piscina,
alla palestra. Alle biblioteche, dove possono andare a prendersi,
l’ultimo libro uscito in stampa da poco, con il deposito di
un dollaro e leggerselo a casa con calma. Sfogliare dieci quotidiani,
se vogliono, senza comprarne nemmeno uno, con una semplice “membership
card”. Benvenuti al club della terza etá. Dove gli anziani
sono soprannominati: “Le volpi d’argento” e nessun
politico, si sognerebbe mai di trascurarli, nemmeno un momento. Dove
li lascia guidare la macchina fino a tarda etá. Dove il voto
degli anziani, conta piú di quello dei giovani, perché
loro hanno scelto di stare lí, in quello Stato e non un altro,
proprio per i benefici che vengono loro offerti. L’Italia é
un Paese che sta invecchiando ed invece di farlo con grazia ed eleganza,
si mette a rincorrere il mito della bellezza estetica, rendendosi
ridicolo. A nessuno fa piacere invecchiare ma ci vuole una vita intera
per imparare a farlo con grazia e serenitá. L’anima é
ancora un continente sconosciuto ai piú. Leggersi dentro per
proiettare all’esterno la bellezza del proprio essere. L’anziano
é una risorsa umana, dimenticata. Un tesoro di esperienze ignorate.
Una meditazione da compiere: l‘anziano non puó essere
considerato un vuoto a perdere . Usa e getta. Se ció accade
é la stessa societá moderna che si sta perdendo. Chi
trascura le proprie radici é destinato a perdere, prima o poi,
anche le foglie dei propri rami, non importa quanto essi siano lunghi.
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