IL PAPA ILLUMINA IL CAMMINO CHE PORTA ALLA PACE
pubblicato su Italia NOTIBREVE N.300-25 Febbraio
2003
testo di Maria Di Paola Blum
Il 14 novembre 2002, Sua Santit il Papa, ha varcato
per la prima volta, le soglie di quello che fu in passato, uno dei
tanti palazzi pontifici da dove I Papi governavano I resti dell'Impero
romano: Palazzo Montecitorio. Ma la sua non ‚ stata una visita
nostalgica tra le antiche mura papaline. Come ospite della sua antica
casa, gi spogliato di quel potere temporale, Giovanni Paolo II, ha
parlato a chi oggi, dallo stesso luogo, governa e dirige il destino
degli italiani. Chiamando a raccolta tutti gli onorevoli rappresentanti
del popolo italiano: senatori e deputati per comunicare loro una sua
profonda preoccupazione. Il governo al completo ha assistito attento
alle parole di Sua Santit e applaudito a pi£ riprese. Un discorso
destinato a finire sui libri di storia su cui studieranno anche I
nostri figli.
Durante I primi anni del suo pontificato, Giovanni Paolo II ha iniziato
una specie di crociata per riscattare gli uomini dalle schiavit£
in cui l'ignoranza, le circostanze o la tirannia di regimi estremisti
li avevano costretti. Una crociata prudente, tenace, rispettosa ma
non priva di fermezza, che ha messo sullo stesso piatto della bilancia:
comunismo e capitalismo, liberalismo e fondamentalismo, provocando
lo stupore di entrambi gli schieramenti. Equilibrio, armonia, rispetto,
ricerca del valore e della verit con l'uomo al centro del suo pensiero,
uomo come spirito corporeo, creato da Dio a sua immagine e somiglianza.
Giovanni Paolo II, dal suo primo viaggio in Messico e nei tanti realizzati
nell'Unione Sovietica, ha spinto, anni orsono, il processo che ha
portato al crollo del comunismo, come dottrina totalitaria, imposta
in molte altre nazioni, lo stesso ex presidente Gorbaciov, oggi gli
riconosce gran parte del merito di sgretolamento di quel regime. Eppure
nei suoi discorsi dell'epoca, il papa mai ha pronunciato la parola:
"comunismo". Semplicemente sublime contribuire a far sparire
qualcosa, senza nemmeno chiamarla per nome. Oggi che il Papa potrebbe
finalmente sedersi e riposare dopo tanta attivit , tanti traguardi
importanti raggiunti invece si rialza con l'impeto e la forza di un
vulcano che si ‚ solo un p¢ assopito ma non addormentato
e con il suo stesso "uomo" in mente - adesso tanto miserabilmente
messo in discussione dagli screanzati esperimenti di ingegneria genetica
- intraprende un viaggio corto, corto, quasi non volesse contraddire
le indicazioni del suo medico curante, solo un paio di chilometri
fuori dalle mura dello Stato Vaticano, e le sue parole ancora una
volta scuotono la coscienza della grande nazione italiana e del mondo.
Giovanni Paolo II dimostra cos¡ che non se l'‚ presa contro
un partito n‚ contro alcun regime qualsiasi, ma che vuole ad
ogni costo ristabilire l'uomo al posto che gli ‚ dovuto. In
questo caso ha alzato la sua debole e sofferente ma profonda voce
per avvertire gli italiani di alcune situazioni che possono dare luogo
a serie conseguenze. Tre dei punti trattati nel suo discorso appaiono
di singolare importanza per tutti:
1) La regola per misurare l'uomo sta nell'ambito dell'essere e non
dell'avere: "Chi ‚ colui" invece del tanto citato
"Quanto ha o possiede costui" E' difficile e tutti lo abbiamo
sperimentato nella vita di ogni giorno, trattare allo stesso modo
un povero disgraziato che a malapena sbarca il lunario e un professionista
ingessato nel suo doppiopetto grigio col cellulare a destra, la macchina
nuova a sinistra e come se non bastasse pure un aureola di eau savage
che lo precede e lo segue come un epidermide invisibile: la pelle
di quelli che contano sempre, anche quando non sono fisicamente presenti.
Eppure tutti e due dietro tanti apparenti contrasti sono due esseri
umani che percorrendo strade diverse cercano la stessa cosa : dare
un senso alla propria vita, realizzarsi e trovare la felicit , camminano
ognuno per la propria strada cercando ognuno a suo modo di dare un
senso ed un significato profondo alla propria esistenza per essere
finalmente felici. Uno, ha avuto la fortuna di nascere bene in una
famiglia agiata, l'altro no, questa cosa, semplice per disgrazia,
fa si che uno venga trattato con attenzione e sollecitudine e l'altro
invece con disprezzo e indifferenza. Tutto ci¢ genera superbia
a chi sta in alto, invidia e risentimento a chi sta in basso. Contrasti
che portano al distanziamento o al confronto. Questo fatto, portato
a livello nazionale, pu¢ portare a conseguenze tragiche come
l'umiliazione di popoli interi da parte di altri pi£ poderosi
o ad atti terroristi da parte di popoli accecati dalla sete di vendetta.
Una solida formazione della persona, ‚ la raccomandazione di
Sua Santit per preparare le nuove generazioni ad affrontare la realt
della vita con senso di responsabilit e piena coscienza. In tutto
questo, gioca un ruolo importante la famiglia, la scuola ed i mezzi
di comunicazione. La famiglia basata nel matrimonio ‚ la base
della societ . Attenzione quindi nel disfarla, attenzione a sgretolare
le basi su cui si fonda la societ di questa grande nazione.
2) La crisi dell'indice di natalit in Italia sta gi condizionando
la vita e la sua capacit di sviluppo. Si sta imponendo il naturale
invecchiamento della popolazione. Questo peggiorer la situazione provocando
serie conseguenze. E' proprio di questi giorni la notizia che si comincia
a pensare di innalzare il tetto dell'et pensionabile. Apertura alla
vita, generosit e aiuto dello Stato che per altro ‚ gi contemplato
nell'articolo 29 della Costituzione della Repubblica Italiana sono
gli ingredienti che contribuirebbero a riconvertire la tendenza.
Alcuni politici immediatamente hanno pensato che la soluzione a questa
crisi potrebbe venire mediante la creazione di sussidi alle coppie
che decidessero di avere pi£ figli. Questo senza dubbio un p¢
aiuta ma la radice della crisi ‚ ad un livello pi£ profondo.
Si tratta di un atteggiamento egoista che mette al centro della vita
dell'uomo, la soddisfazione dei suoi falsi bisogni creati da una societ
consumistica. Cos¡ risulta molto difficile per la media degli
italiani raggiungere tante false mete per ci¢ non resta spazio
per occuparsi degli altri e nel caso della coppia, sorge il timore
quasi patologico, di avere figli per essere convertiti questi nel
frattempo, quasi in un disturbo al ritmo aitante ed egoista della
vita moderna. Un figlio richiede tempo e di tempo se ne ha sempre
di meno. Un figlio costa mantenerlo, educarlo, farlo studiare e compromette
a guadagnare di pi£, irrompe nella vita di coppia quasi annullandola
a forza di richiedere costante attenzione, il suo arrivo spesso rivoluziona
tutto il quieto vivere precedentemente prestabilito trasformandosi
in un incubo per chi ‚ poco incline a donarsi agli altri. Questo
accade sempre pi£ spesso in Italia e nei paesi cosiddetti pi£
sviluppati, mettendo in crisi le coppie subito dopo il primo figlio.
Conseguenze tristi ed immediate di questa situazione a parte l'invecchiamento
della societ , sono il crescente rinchiudersi in s‚ stessi,
la paura di perdere gli agi raggiunti e la custodia ad oltranza della
propria vita che si fa sempre pi£ lunga contro una giovinezza
che ahim‚ ‚ geneticamente pi£ corta. Da qui tutta
una falsa cultura sul mantenersi giovani fino a novant'anni, quando
si potrebbe pi£ semplicemente invecchiare in santa pace ed essere
vecchi autentici amati e rispettati come nelle grandi famiglie patriarcali
di una volta, dove il saggio vecchio si custodiva in casa ed era un
tesoro di nonno accerchiato da decine di nipoti desiderosi di carpirne
gli insegnamenti per diventare dei grandi uomini. Al contrario i giovani
di oggi si ritrovano una carica fiscale addosso enorme: sono pochi
e non sono sufficienti a produrre il gettito che serve per pagare
la pensione ad i vecchi che sono tanti. Da qui la necessit fisiologica
di una societ , a prendere altrove la forza lavoro mancante. Sorge
cos¡ un altro grande problema quello dei lavoratori immigrati
e spesso clandestini. La proliferazione di case per anziani a pagamento
per ospitare vecchi pi£ o meno danarosi che comunque sono rimasti
al margine della societ produttiva, come pezzi inutili e ingombranti,
diventano il triste epilogo di questa societ edonista.
3) Incrementare la solidariet nella nazione e la coesione interna
del governo.
Sincera e costante solidariet , non conformismo, tantomeno intolleranza.
Adoperando le formidabili risorse umane e spirituali che gi sono profondamente
radicate in questo grande paese che ‚ l'Italia e nel cuore del
popolo italiano, si canceller in gran misura l'enorme differenza che
marca tragicamente il nord e il sud. Un governo in cui la minoranza
si dedica a intorpidire le acque o a far cadere quegli uomini che
per mandato del popolo, detengono la maggioranza per governare, dimostra
poco amore per l'Italia, poco interesse per il suo progresso proprio
come quella mamma che davanti a Salomone stava per accettare che il
figlio, non suo ovviamente, fosse tagliato in due. Democrazia non
‚ sinonimo di intorpidimento n‚ tanto meno di intransigenza,
n‚ di indifferenza da parte di chi aspetta il suo turno per
prendere in mano le redini del potere: "Democrazia" ‚
la somma degli sforzi per raggiungere il bene comune. La coesione
interna genera la forza necessaria al governo per esercitare il potere
con intelligenza e giustizia per portare l'Italia al progresso continuo
come una ruota inarrestabile che gira a 360 gradi e non si inceppa
ad ogni mezzo giro. Quando si amministra il potere con giustizia non
c'‚ bisogno di gridare al mondo che bisogna ristabilire l'ordine,
la democrazia e la pace perch‚ questa gi c'‚ e si sta
celebrando, proprio come una santa messa all'aria aperta. Il Papa,
ha parlato a lungo sul ruolo dell'Italia nella configurazione dell'Europa,
sul nostro senso della giustizia rievocando il lus Romanum, sul volontariato
e sul ruolo che l'Italia ha sempre svolto nel rinforzare la concordia,
solidariet e pace tra le nazioni. Gli applausi scroscianti hanno risuonato
ancora tra le pareti damascate del Parlamento e la coscienza di quel
scelto gruppo di onorevoli uomini si ‚ ancora una volta destata.
Diffidiamo dunque dei falsi profeti che questo inizio di secolo scelleratamente
ci offre, il Papa ha rischiarato con le sue parole il sentiero buio,
rimasto senza pali della luce, che porta alla pace e fare luce sulle
nostre anime perse fa parte del suo lavoro. A ciascuno il suo.