Alla cortese attenzione di Conchita Agnesi per Italia
Notibreve
da parte di MARIA DI PAOLA BLUM
LIBERI SI NASCE, SCHIAVI SI
DIVENTA.
Ai giorni nostri, la libertá si vive come
fosse un valore da non farsi rubare. Ai tempi dei nostri Avi invece
la libertá era lí come il sole, il mare e la terra.
Nell’applicazione pratica della vita, una prerogativa, una grossa
responsabilitá su cui meditare tra le imponenti colonne dei
templi greci, all’ombra degli ulivi. Una sorgente su cui sostare
e abbeverarsi per sviluppare grandi vie del pensiero filosofico su
l’idea della libertá
Riflettere e pensare era uno sport cerebrale tanto grande quanto nobile.
Oggi si fa un uso politico della libertá fra la gente, quasi
si volesse trasformarLa in un prodotto da acquisire come tanti altri
sul mercato.
Ma la libertá non si compra e non si vende. Liberi si nasce,
schiavi si diventa. Si puó andare in giro a piede libero ed
essere shiavo di tante stupide consuetudini commerciali e modaiole,
dal finir con il rimpiangere il “ piú libero degli spiriti”
di un ergastolano.
L’incapacitá di affrancarsi dalle cose e dalle idee che
rendono coeso il gruppo nel migliore dei casi o il branco nel peggiore
di questi, rendono l’uomo piú schiavo che mai.
C’é gente che pensa che é molto piú facile
obbedire e lasciare l’incombenza di decidere per sé agli
altri: “le leggi dello Stato, la Chiesa, i propri capi sul lavoro,
i politici eletti ad amministrare la societá in cui si vive”.
Sono quelli della serie: “Se Dio vuole...La legge dice...Il
capo ha detto...Il boss desidera con la pistola in mano...
Poi al contrario ci sono quelli che su Dio meditano...Le leggi le
interpretano...Al capo ci pensano loro...I politici dovrebbero fare
gli sguatteri prima di sedere in Parlamento...Oppure ci litigano dalla
sera alla mattina e organizzano sit-in in piazza con scarpe e portaocchiali
di vero cuoio, come se il culo della vacca non valesse nulla e si
puó calpestare, alla faccia del popolo bue! Quello dello stambecco
invece val bene una petizione in Parlamento...
In un’epoca sbalestrata come la nostra, ci si é ormai
abituati ad avere tutto piú o meno subito, a casa o su un piatto
d’argento o per speciale intercessione di ...O schiacciando
un tasto, vuoi che sia quello del cellulare, del proprio computer
o del solito amico influente.
Come se la vita fosse essa stessa, un grosso quiz a cielo aperto.
Ma non é cosí. Esercitare la propria libertá
vuol dire usare la propria testa, fare ogni giorno esercizi di discernimento,
fra i propri valori culturali e quelli degli altri che convivono con
noi. Senza raggirare il prossimo perché la vita é una
ed é meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecore!”
Trasformare attraverso i media la libertá che é insita
nell’essere umano sin dalla nascita, in una mostruosa macchina
da guerra al servizio delle istituzioni, é il grosso inganno
mediatico che un cittadino normale e presente che abbia il fegato,
non puó e non deve accettare.
La libertá non é una cosa che si prende e si toglie
a seconda di dove va il vento. La libertá non si imprigiona,
il corpo si. Di conseguenza a volte comprarsi o corrompere per evitare
l‘imprigionamento fisico della propria persona, puó dar
adito a pensare che la libertá si compra. Mai piú stupida
fu l‘illusione. Non é cosí: la libertá
é la piú difficile delle amanti da conquistare perché
é dentro di noi e se non ci si scava dentro con la meditazione
rimane come un bellissimo diamante grezzo incrostato nella parete
della propria anima. Nemmeno i posteri ne daranno sentenza!
D‘altronde c‘é anche chi pensa : “Ma la vita
una é, non é che questa si vive di merda e la prossima
forse si vivrá meglio” (come non si stancava mai di dire
il mio professore Filippo Viola, all’universitá di Roma,
La Sapienza facoltá di sociologia). Per questo si lotta, si
lavora, si ama, si soffre, si vive, si muore. Talvolta lasciando il
segno, talvolta no.
La storia la scrivono sempre i vincitori e questo spiega perché
chi si assume le proprie responsabilitá non smette mai di lottare.
Forse é il bello della vita stessa perché se non ci
fosse bisogno di fare ció per affermare le proprie idee ed
i propri principii significherebbe che attorno a noi, piú che
la vita c’é rimasto un vuoto a perdere ed i dritti e
guitti di ogni specie correrebbero veloci al banco per ottenere a
minor prezzo: “il consenso del popolo stanco”.
In un’epoca in cui i grandi maestri o mentori, tesi ad insegnare
la difficile arte di vivere, non li ascolta piú nessuno, bisogna
fermarsi a riflettere sulla qualitá della propria vita e della
propria libertá.
Di certo rispetto al passato ha guadagnato solo in velocitá,
come giustamente osserva il Dalai Lama.
Oggi tutto si fa piú velocemente ed indolore e si é
creduto tanto in questa battaglia al dolore, da arrivare ad accettare
giuridicamente, l’eutanasia.
Il prossimo passo, sará quello di mangiarsi gli uni con gli
altri perché i polli si sono ammalati, le mucche sono impazzite,
i serpenti sono tutti scuoiati a Santa Croce in Toscana perché
i cinesi hanno ripreso a comprare il prodotto italiano di qualitá.
Onde per cui saremo liberi di mangiarci a vicenda o mandare a farsi
turlupinare altrove il valore della libertá, inteso questo
come fosse un “utility” o un “bonus” che la
sinistra ha la bontá di dispensare a man bassa, perché
in campagna elettorale come in amore, tutto é permesso! (Ma
la libertá non l’ha rubata nessuno!) Né nessun
arcangelo mandato dalla buonanima di Marx ce la restituirá
immacolata e integra.
Bisogna cominciare a pensare con la propria testa. Camminare con le
proprie gambe. Senza maghi, ballerini e tuttologi.
Ogni volta che l’uomo é posto in condizione “di
poter scegliere” e non di obbedire come un povero due di briscola
alle leggi del gioco della vita, l’uomo afferma la sua grandezza,
la sua potenza. Prendere in mano la propria vita, le redini del proprio
“destino” fa si che la vita é piú bella,
piú piena e lascia il segno nel libro della storia, della mia,
della tua perché liberi si nasce, schiavi si diventa! Occhio
ai falsi maghi dispensatori di paradisi terrestri, meglio andarsene
alle Hawaii!